Centro Medico San Donato Bologna
 

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27/10/2010

Tumore della prostata

Prevenzione e diagnosi precoce

In Italia il primo tumore che colpisce l'uomo è quello della prostata, raggiungendo un’incidenza del 12%, superando per frequenza anche il tumore del polmone che arriva circa al 10%.
Ogni anno in Italia si registrano 42.804 tumori con 9.070 decessi (dati del reparto di Epidemiologia Tumori - Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità 2005). Di questi circa 23.000 sono di tumore prostatico con un’incidenza del 20%  già allo stadio di metastasi.
Poiché l’età media della popolazione maschile italiana è sempre più elevata, non può che peggiorare l’incidenza di questo tumore, rispetto al quale l’età è uno dei principali fattori di rischio conosciuti: oggi in Italia sono oltre 9.300.000 gli uomini al di sopra dei 50 anni potenzialmente a rischio.

L’attenzione e la sensibilità alla prevenzione è il principio fondamentale per contenere il pericolo di sviluppo del tumore della prostata, proprio come per altri tumori ad elevata incidenza, ad esempio il tumore della mammella nel sesso femminile.

Purtroppo le statistiche ci dicono che gli uomini sono molto più restii delle donne ad adottare regolarmente misure per la prevenzione e la diagnosi precoce. Ad esempio, solo il 22% dei maschi italiani tra i 50 e i 70 anni di età conosce il significato del test del P.S.A., uno dei principali strumenti diagnostici finora adottati nella prevenzione e nella lotta al tumore della prostata.
Altro ostacolo alla precoce diagnosi di tumore prostatico è dovuto al fatto che i sintomi iniziali sono molto scarsi ed aspecifici. Tuttavia, quando ha già raggiunto una certa dimensione, la massa tumorale può causare difficoltà a iniziare a urinare, bisogno di urinare spesso, sensazione di non riuscire a urinare in modo completo, dolore mentre si urina o durante, sangue nelle urine.
Negli ultimi anni, visto il numero crescente dei soggetti colpiti, si è cercato di valutare eventuali strategie  e protocolli di prevenzione e di accertamento.

Solitamente l’iter diagnostico comincia dal Medico di Medicina generale che visita il paziente, fa domande sulla sua storia familiare e sulle condizioni generali. Dopo la visita, se lo ritiene opportuno, può suggere l’esecuzione di esami diagnostici specifici ed una valutazione da parte di uno specialista in urologia.

Approfondendo la conoscenza di questi strumenti di diagnosi, il primo, più immediato e diffuso accertamento è il dosaggio ematico del P.S.A., preferibilmente associato anche al dosaggio della frazione libera (PSA libero). Attraverso un semplice prelievo di sangue, il Test del PSA ci consente di misurare il livello dell'antigene prostatico-specifico (PSA), la proteina secreta dalla prostata che normalmente è presente in minima quantità nel sangue. Il suo livello tende ad aumentare nei pazienti affetti da cancro della prostata. Tuttavia, il risultato non è sempre di univoca interpretazione: da una parte il livello di PSA cresce con l’età e per la presenza di altre malattie e disfunzioni prostatiche (infezione urinaria o iperplasia prostatica benigna) e dall’altra può risultare nella norma nel 30% dei pazienti affetti da tumore della prostata (falso negativo).
Si considera generalmente nella norma un valore di PSA totale inferiore a 4 ng/ml. Non esiste, comunque, un valore assoluto di normalità, anche se è poco probabile che valori compresi tra 2 e 4 ng/ml si associno alla presenza di un tumore.
Nell’intervallo tra 2 e 4 ng/ml, il livello di PSA tende a crescere di pari passo con l’età e con il naturale incremento del volume della prostata, tipico dell’invecchiamento. La sua interpretazione deve, perciò, essere sempre messa in relazione con l’età dell’individuo.
A parte l’età, il livello di PSA, e quindi l’esito del test, possono risentire leggermente anche dalle seguenti condizioni:
   -     un recente rapporto sessuale con eiaculazione
   -     una visita con esplorazione digito-rettale
   -     un’ecografia trans rettale
   -     manovre urologiche (posizionamento catetere vescicale; cistoscopia)
   -     minimi traumatismi dovuti all’uso della bicicletta o alla guida prolungata di moto
È pertanto consigliabile attendere qualche giorno dopo tali eventi prima di effettuare il test.
Un livello di PSA compreso tra 4 e 10 ng/ml indica la presenza di un problema che potrebbe essere di origine:
- infettiva o infiammatoria (prostatite)
- benigna (Iperplasia Prostatica Benigna)
- maligna (tumore)
In generale si può affermare che più elevato è il livello del PSA, maggiore è la probabilità che sia presente un tumore.
Altra indagine diagnostica di larga diffusione è l'Ecografia transrettale (TRUS): tecnica di diagnostica per immagini che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare le strutture interne di una regione corporea. Si esegue inserendo delicatamente attraverso l’ano una piccola sonda che emette ultrasuoni. Le riflessioni degli ultrasuoni sono convertite in immagini per mezzo di un computer. Tale metodica ci permette di misurare le dimensioni della prostata, valutarne la sua struttura, ed è di ausilio come guida nell’esecuzione della biopsia (quando indicato).
Se i primi accertamenti pongono il sospetto di tumore è indicato eseguire la Biopsia che consiste nel prelievo di alcuni frustoli di tessuto prostatico per via rettale (o trans perineale) che sono poi inviati al laboratorio di Anatomia Patologica per l’esame istologico. Si esegue con l’ausilio dell’ecografia, anche con opportuna anestesia locale.
Se dall’esito della biopsia viene confermata la presenza di tumore ulteriori indagini (Scintigrafia ossea, Tomografia Computerizzata (TC), Risonanza magnetica nucleare (RM), Tomografia ad emissione di positroni (PET-TC) ci aiutano a valutare se le cellule tumorali sono circoscritte alla prostata o si sono diffuse ad altri organi.

Presso il Centro Medico San Donato è possibile eseguire tutti gli accertamenti necessari per determinare la presenza di una patologia tumorale prostatica:
- il dosaggio del P. S. A (totale e libero);
l'ecografia prostatica transrettale;
- la visita urologica;
- l'agobiopsia prostatica trans rettale sotto guida ecografica.

Il risultato di tali esami, se positivo, consente quindi di tracciare il percorso terapeutico più opportuno ed efficace.
 

(Dott. Sergio  Dalla Rovere e Dott. Remo Ramini – Specialisti del Centro Medico San Donato)


 

 

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